CORSO DI FORMAZIONE ENACT – Ungheria – Aprile 2017

TESTIMONIANZA DANIELE BETTINI

I giorni dal 6 al 13 Aprile, in cui ho partecipato al corso di formazione europeo ENACT, sono stati tra i più sorprendenti della mia vita.
Per la prima volta L’ORMA sfoggia, tra le file dei partecipanti, ben quattro elementi: Sara, Melania, Giulia e Daniele: il sottoscritto. Un team così numeroso ed energetico non lo avevo mai visto.
Il corso si rivela subito ben strutturato e, nel mio caso, un tuffo nell’ignoto per quanto riguarda la metodologia del teatro degli oppressi.
La sera del primo giorno, durante la sfilata di presentazione, in passerella facciamo subito capire di che pasta siamo fatti. Sara e Giulia si esibiscono in passi di danza esilaranti, Melania, trascinata da un pezzo di Michael Jackson, nel famigerato “moonwalk” ed io, memore del mio anno in un’isola sperduta del Pacifico, a petto nudo e gonnellino. Da lì ho capito che la mia reputazione poteva solo che migliorare.
I primi giorni trascorrono tra una miriade di giochi, attività conosciute e non che, a noi de L’ORMA, intrigano, affascinano e ispirano. Nonostante il mio inizio azzardato della sfilata, riesco a ricompormi e, nei momenti più intensi della settimana, quelli del teatro degli oppressi, do’ un sostanziale contributo offrendo due episodi della mia vita che sono stati poi scelti e rappresentati dal gruppo.
Durante le sere, per non smentirci troppo, noi del gruppo L’Orma eravamo soliti dar vita a balletti di gruppo, improvvisazioni di danza e battaglie a Dixit (un gioco in scatola che stimola l’immaginazione).
Devo ammettere che avere al fianco tre ballerine come Melania, Giulia e Sara, in veste di coreografa, e’ stata un’esperienza memorabile. L’energia contagiosa che veniva trasmessa a tutti, ci ha fatto danzare, divertire e trasportare mente e corpo a ritmo di musica: grazie!
Io, personalmente, a parte divertirmi e sfogarmi, ho avuto modo di osservare e carpire la punta dell’iceberg che costituisce il Teatro degli oppressi: uno strumento dal grande potenziale espressivo ma anche terapeutico. Da tale comprensione ne e’ risultata la consapevolezza di una sua potenziale integrazione nei corsi e progetti de L’ORMA.
Con la collaborazione di Sara, la nostra responsabile didattica, abbiamo subito delineato un potenziale corso sul teatro che prevede un modulo sulla comunicazione non verbale ed uno sulla espressività artistico motoria integrata al teatro degli oppressi.
Questa esperienza ha creato in me ancora più consapevolezza della forza del team de L’Orma e della validità del nostro metodo e approccio ed ha generato in me un maggiore senso di appartenenza e di coesione al gruppo.

TESTIMONIANZA GIULIA SPOSITO

Lo scorso Aprile, per una settimana, grazie ad una preziosa occasione datami dall’Orma, ho preso parte ad un singolare corso di formazione, ENACT (empowerment through nature, authentic communication and theatre), in Ungheria, più precisamente nella città di Gyòr, a qualche ora di bus dalla capitale Budapest.
Una settimana organizzata e finanziata dal progetto Erasmus plus (programma dell’Unione europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport), i cui contenuti si sono sviluppati principalmente su tre aree tematiche: COMUNICAZIONE, NATURA E TEATRO.
La formazione era rivolta a 23 giovani provenienti da svariati paesi europei con in comune l’appartenenza a gruppi di lavoro o volontariato che operano nel sociale e nell’ambito della sfera educativa/psicologica.
Questo è sicuramente uno dei primi aspetti fondamentali che ha caratterizzato e arricchito la settimana, sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista di affinità tra varie attitudini e professioni appartenenti allo stesso settore.
L’utilizzo della lingua inglese e lo scambio interculturale, il cibo, le lunghe chiacchierate su temi come la religione, la musica, la famiglia e il tempo libero, sono stati fondamentali per la costituzione di un valido gruppo di lavoro oltre che per un grande arricchimento personale.
Le attività che i nostri trainers ci proponevano quotidianamente comprendevano momenti di sperimentazione pratica e altri di riflessione e condivisione in gruppo, il tutto sempre equamente distribuito seguendo la tecnica dell’educazione non formale, ovvero tutto ciò che si può apprendere attraverso la sperimentazione attiva e la rielaborazione collettiva.
Abbiamo dedicato un’importante sessione alla COMUNICAZIONE, più precisamente su come questa possa diventare autentica e diretta senza passare attraverso condizionamenti interni e pre-giudizi nei confronti dell’interlocutore. Altrettanto tempo è stato dedicato alle attività all’aria aperta in totale contatto con la natura, il tutto reso ancora più speciale e intimo grazie alla location nella quale eravamo ospiti, fuori dal caos urbano e immersa nel verde, una vera e propria oasi di pace e tranquillità dove è stato possibile riconnettersi con la parte più intima di sé e potersi riscoprire ancora bambini, pronti ad esplorare e a sporcarsi mani e piedi nei colori della natura.
Ultima ma non meno importante sessione è stata quella dedicata al teatro, più precisamente al “TEATRO DEGLI OPPRESSI”, una pratica che propone di lavorare su situazioni reali emotivamente critiche e attraverso precise tecniche di teatro prova a ragionare su come affrontarle in positivo, verso una risoluzione.
L’aspetto che mi ha maggiormente colpito di quest’esperienza è stato ritrovare molto della metodologia Orma: dalle attività all’aria aperta a quelle legate al teatro, nelle quali far emergere la propria personalità, esattamente come succede ogni giorno nel nostro lavoro, a contatto con i ragazzi a scuola e nei camp.
FARE ESPERIENZA COL PROPRIO CORPO PRIMA ANCORA CHE IL CERVELLO CAPISCA QUELLO CHE STIAMO FACENDO, questo forse è l’aspetto più coerente con L’Orma e con la sua visione sul processo d’apprendimento.
Sono molti quindi gli insegnamenti e gli stimoli che mi sono portata a casa da questa indimenticabile settimana. Abbiamo già intenzione di sviluppare un nuovo progetto sul tema del teatro degli oppressi da proporre nelle scuole secondarie; aiutare i ragazzi, in un periodo così fragile ma esplosivo come l’adolescenza, ad affrontare in maniera “giocosa” e attiva temi molto profondi e utili per la loro crescita, vuol dire aggiungere del valore al lavoro che già facciamo tutti i giorni.
Spero che tanti altri giovani come me possano avere la curiosità ma ovviamente anche la possibilità di fare un’esperienza come questa e di portarsi a casa degli strumenti di vita preziosi e così poco scontati.
Infiniti grazie…….

TESTIMONIANZA MELANIA PALLINI

L’Orma lasciata in Ungheria
“Un mattino, mi trovai trasformata in un enorme insetto. Sdraiata sulla schiena dura come una corazza… davanti agli occhi mi si agitavano le gambe e le braccia nel disperato intento di ribaltarmi…”
Quello che qui sopra appare come l’incipit della Metamorfosi di Kafka, in realtà sono io nel giorno della partenza per Gyor, Ungheria. E’ stata una planata su del guano nel cortile interno del mio palazzo a stendermi al suolo e poi, i 18 kg di zaino sulle spalle a placcarmi a terra per qualche minuto, come uno scarafaggio in difficoltà.
Perchè Gyor?
Il motivo del viaggio era il corso di formazione ENACT (Empowerment through Nature, Authentic Communication and Theatre), promosso da ErasmusPlus, programma dell’Unione Europea per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo Sport.
Mi si è aperta la possibilità di parteciparvi, sotto indicazione de L’Orma e non ho saputo rifiutare l’offerta.
Il corso era rivolto a educatori, insegnanti e operatori nel settore giovanile, con l’obbiettivo di sviluppare competenze mirate a fornire gli strumenti necessari ai giovani, per affrontare la vita, il lavoro e la società in cui si trovano.
Andiamo nello specifico…
_ La natura è stato il primo quadro esplorato e che ha lasciato l’impronta più marcata nella mia esperienza. (…l’aneddoto iniziale parla chiaro!)
Sono state proposte attività individuali e di collaborazione, caratterizzate da una forte interazione con la natura che ci circondava e finalizzate all’empowerment dei giovani (termine che racchiude una serie di sensazioni utili all’interazione col mondo esterno: avere fiducia in sé stessi, essere motivati, forti, capaci…).
_Nel secondo capitolo del corso sono state esplorate tecniche di comunicazione utili per instaurare un dialogo costruttivo e una comunicazione autentica con i giovani nell’ambito del loro percorso di apprendimento.
_L’ultimo step introduceva il ‘Teatro degli Oppressi’, un metodo teatrale che si muove ai confini tra teatro, educazione, terapia, intervento sociale e politico. La tecnica si serve del teatro come strumento per affrontare situazioni di oppressione quotidiane con l’intento di scovare e fornire soluzioni per risolverle, impattando di conseguenza anche nel contesto reale.
Come anticipato sopra, il rapporto con la natura mi ha arricchito notevolmente.
Ha dato modo di interfacciarmi con un’infinità di stimoli e possibilità che l’ambiente ha da offrire a livello esperienziale, fisico e anche creativo. Ciò ha inevitabilmente esumato delle mie abilità e dei limiti, dando un apporto considerevole alla mia consapevolezza.

Il lavoro che conduco come OrmaCoach all’interno delle scuole offre la possibilità non solo di introdurre l’elemento artistico/teatrale in un contesto didattico, ma si propone soprattutto come metodo formativo.
Una delle affinità che ho trovato nel “training ungherese” con il ‘metodo Orma’ riguarda proprio l’educazione non formale, ovvero fare dell’esperienza una fonte di apprendimento.
L’interazione con la natura è stata nel mio caso emblematica in questo senso. Ha messo in luce l’importanza e gli effetti che produce la relazione tra la persona e il contesto in cui vive.
Siamo in un habitat che genera continui stimoli per coltivare la propria creatività e che sprona a sviluppare uno spirito di intraprendenza e indipendenza, aspetti fondamentali per il processo di crescita dell’individuo.
Sarà questo, uno degli elementi che integrerò nella mia vita personale e in ambito lavorativo, incentivando i giovani a fare esperienza della natura.
Ringrazio chi ha resistito fino alla fine dell’articolo, ringrazio L’Orma che crede e investe nelle mie capacita e ringrazio Giulia, Daniele e Sara: le tre persone meravigliose che hanno condiviso con me questa situazione, rendendola straordinaria.
Ringrazio anche il piccione, fonte d’ispirazione importante per la stesura dell’inizio di questo articolo.