Giro di Gru(ppo)

Attività che si può svolgere in palestra, ma anche in classe, liberando un corridoio tra i banchi. Richiede solo un pallone ed eventualmente delle bende per effettuarne una variante. Può essere proposto come prova da superare per una singola squadra o sotto forma di gara tra due squadre (in questo caso serviranno 2 palloni).

Questo gioco sviluppa il senso di collaborazione e di fiducia reciproco. La variante con i partecipanti bendati può, invece, essere un ottimo stimolo per riflettere sulle disabilità e sulla percezione del proprio corpo nello spazio.

Esercitazione:

Il gioco inizia con i partecipanti seduti per terra in  fila indiana. La palla viene consegnata al primo della fila che la pone tra le caviglie e i piedi.Una volta dato il via, il primo della fila si deve girare consegnando la palla  al compagno dietro, senza poter utilizzare le mani per toccare la palla; quando la palla arriva all’ultimo della fila, questo si deve alzare e raggiungere la testa della fila per poi ricominciare; vince la squadra che per prima raggiunge la linea di fine. Se a qualcuno cade il pallone può alzarsi e andare a recuperarlo, ricominciando da dove era caduto.

Nella variante tutti i partecipanti sono bendati, ad eccezione di un membro della squadra, che rimane in piedi per recuperare il pallone, per aiutare i compagni attraverso suggerimenti orali e per guidare l’ultimo della fila in testa alla stessa (conducendolo per un braccio) una volta che la palla lo ha raggiunto.

Stimolo formativo e feedback:

In fase di riflessione sull’esercizio, sarà importante focalizzare l’attenzione su quello che ha funzionato e quello che non ha funzionato. In caso di gara tra due squadre, si potrà sottolineare cosa sia stato fatto meglio dalla squadra vincitrice (maggiore velocità di esecuzione, meno palle cadute, maggiore aiuto reciproco e stimoli vocali), sottolineando simultaneamente dove la squadra sconfitta possa migliorare (più attenzione nel non far cadere il pallone a costo di rallentare, non perdere tempo ad additare chi ha sbagliato, scarsa comunicazione e aiuto reciproco). Questo esercizio è utile a sottolineare come sia necessario il contributo di tutti per raggiungere un obiettivo.

Più specifico il lavoro da fare nel caso di utilizzo della variante: in questo caso il focus dovrà essere posto sull’esperienza vissuta dai bendati e da chi restava in piedi per aiutare i compagni. Il confronto con l’esperienza di disabilità nella vita quotidiana sarà il punto cardine della riflessione: una disabilità che può non essere un ostacolo se vissuta con intraprendenza, spirito collaborativo e un aiuto esterno. Avendo tempo sarebbe utile che tutti facessero esperienza sia nel ruolo di bendati che in quello di suggeritori, in modo da capire meglio le difficoltà da affrontare e come superarle in entrambi i ruoli.

 

Competenze youthpass attivate:

1) Comunicare nella lingua madre

2) Comunicare nelle lingue straniere

3) Competenza matematica e competenze di base scientifiche e tecnologiche

4) Competenza digitale

5) Apprendere ad apprendere

6) Competenze civili e sociali

7) Senso di iniziativa e imprenditorialità

8) Consapevolezza ed espressione culturale

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