Disegno orale

Questa attività può essere svolta in una normale aula scolastica. Sono richiesti un foglio e una penna a partecipante.

Il tema che viene affrontato è quello della comunicazione e delle sue forme, stimolando una riflessione su quanto viene quotidianamente dato per scontato.

Esercitazione:

Per iniziare  occorre selezionare tre partecipanti che avranno il ruolo di “oratori”: a queste tre persone sarà consegnato un foglio con disegnate 6 figure geometriche disposte a piacimento; il loro compito sarà quello di spiegare agli altri partecipanti come replicare il disegno in maniera esatta, senza poter mostrare l’originale e potendo utilizzare solo il linguaggio verbale per spiegarsi (non valgono gesti).

I tre oratori avranno tre differenti limitazioni:

  • il primo non potrà né osservare gli altri partecipanti né interagire con loro: dovrà procedere alla spiegazione parlando a voce altama girato verso il muro
  • il secondo potrà osservare i partecipanti, senza poter tuttavia interagire con loro
  • il terzo potrà interagire coi partecipanti rispondendo alle loro domande

I partecipanti dovranno provare a disegnare seguendo le istruzioni degli oratori; è importante provare a disegnare anche se si pensa di avere sbagliato, il gioco consiste proprio nell’osservare la distanza esistente tra quanto viene detto e quanto viene recepito.

Una possibile variante è l’aggiunta di elementi di disturbo, come una persona che parla sopra l’oratore, la musica alta o i rumori di un cantiere.

Stimolo formativo e feedback:

Una volta conclusa l’esercitazione, sarà utile confrontare i diversi disegni prodotti per dare inizio  alla riflessione sull’esperienza appena conclusa. In questa fase, il ruolo dell’insegnante è fondamentale per focalizzare l’attenzione su quanto è avvenuto.

Vanno tenuti in considerazione, valutati e resioggetti di riflessione:

  1. L’esperienza degli oratori, sottolineando le difficoltà incontrate e le strategie adottate dal loro punto di vista.
  2. L’esperienza dei partecipanti, sottolineando le difficoltà incontrate, cosa li ha aiutati di più e le discrepanze con l’esperienza degli oratori.
  3. La necessità di avere un codice comune tra oratori e partecipanti: i rudimenti basilari di geometria (linguaggio che ci deve appartenere, in quanto patrimonio culturale della scuola dell’obbligo) devono essere conosciuti da entrambe le parti per poter portare a termine l’obbiettivo.
  4. La chiarezza dell’esposizione degli oratori, sottolineando i punti di forza di ognuno e cosa il secondo e il terzo hanno imparato osservando quanto accaduto durante l’esposizione del primo.
  5. La capacità di attenzione dei partecipanti, sottolineando come la possibilità di interagire facendo domande (terzo oratore) renda più partecipi e protagonisti e come la possibilità di guardare in faccia l’oratore (secondo oratore), sapendo inoltre di essere osservati da chi sta parlando, faciliti la comprensione e l’attenzione rispetto a una “voce senza volto” (primo oratore).
  6. L’esperienza nel suo complesso, ovvero la riflessione su come la comunicazione venga alterata non solo dal messaggio, ma anche da chi lo porta e da come lo porta.

 

Competenze youthpass attivate:

1) Comunicare nella lingua madre

2) Comunicare nelle lingue straniere

3) Competenza matematica e competenze di base scientifiche e tecnologiche

4) Competenza digitale

5) Apprendere ad apprendere

6) Competenze civili e sociali

7) Senso di iniziativa e imprenditorialità

8) Consapevolezza ed espressione culturale

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