Scuola Pioltello – Coach Corinne – Robin Hood

SCUOLA SESTO – Coach Giulia – Viaggio Nelle Emozioni

4A Cormano – Coach Anna – Il Re Leone

Summercamp – Movimento e sano divertimento!

playmore

 

Ancora poche settimane e al centro sportivo PlayMore!, in via Moscova a Milano, partiranno gli OrmaCamp.

Questo è il terzo anno nel quale gli OrmaCoach accolgono e fanno divertire tantissimi bambini e ragazzi nella nostra struttura: le attività proposte da L’Orma sono sempre un successo e non vediamo l’ora di iniziare!

In PlayMore! ci teniamo molto a seguire con passione e con cura tutte le attività che si svolgono nei nostri spazi; Selezioniamo il team di operatori ed educatori in base alla nostra idea di qualità, ovvero un mix di professionalità, gentilezza e simpatia; Cerchiamo di fare in modo che il cliente possa fruire del servizio migliore sentendosi come a casa propria.

Da settembre a giugno offriamo a bambini e ragazzi un intenso programma sportivo che prevede corsi di Calcio, Atletica e MultiSport, tutti seguiti da allenatori qualificati.

Anche l’attività dei Summer Camp targati L’Orma è curata con altrettanta attenzione, sia nei confronti dell’individuo che del gruppo che si crea di volta in volta. I bambini sono sempre seguiti con entusiasmo e passione e si innamorano subito dei propri educatori! Dopo due estati di OrmaCamp, e con la terza stagione alle porte, possiamo essere sicuri che le famiglie interessate ai summer camp e che verranno a chiedere informazioni, sapranno trovare un luogo accogliente con le attività de L’Orma pronte a tenere i proprio figli in movimento. Durante i camp estivi, infatti, i bambini potranno utilizzare le aree verdi e gli spazi dedicati al calcio, al basket, al beach volley, mettendosi in gioco in tutte le divertentissime iniziative proposte dagli educatori dell’Orma.

Ci vediamo presto PlayMore! per gli OrmaCamp!

Alessandro Gambini
Centro sportivo PlayMore!

Parto o non parto? Non mi perdo Pardo!

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Ore 18 di un pomeriggio di metà Aprile: mi sono appena confrontato con Paolo sulla lettera motivazionale che devo mandare all’Associazione Nazionale Giovani per prendere parte all’evento La Formula dell’Europa, che si sarebbe tenuto a Roma tra il 4 e il 5 Maggio. Era stato lo stesso Paolo a farmi scoprire questa opportunità, insistendo su quanto potesse essere interessante. I miei dubbi sulla possibilità di prendervi parte si erano sciolti come neve al sole nel momento in cui ho scoperto in che location si sarebbe tenuto. Studio Storia all’università e non sono mai stato a Roma. Aldilà dell’evento, il cui intento dichiarato era quello di mettere in contatto diversi giovani provenienti da ogni parte d’Italia e di informarli sulle opportunità offerte dall’Europa per loro, l’attrativa della città eterna aveva debellato ogni dubbio, spingendomi a scrivere una lettera estremamente curata e attenta a ogni dettaglio. Peccato che il form da compilare fosse online, e l’attesa necessaria per confrontarmi con Paolo avesse fatto trascorrere il tempo limite per l’invio della domanda di partecipazione. Con la rabbia di chi ha subito un’ingiustizia da un’entità astratta, scrivo una seconda lettera, di cui non sono soddisfatto, ma in cui confido per ottenere l’approvazione alla partecipazione a questo evento misterioso (sì, perché il programma sarebbe stato inviato solo ai partecipanti una settimana prima dell’evento).

Ore 18 del 5 Maggio: sono felicemente dormiente sul treno di ritorno per Milano. Sono passate 36 ore dalla mia partenza, le attività sono durate poche ore, dalle 16 alle 20.30 del 4 Maggio e dalle 10.45 alle 13.15 del 5 Maggio, ma il bagaglio che mi porto a Milano è ben più consistente dello zaino riposto tra le mie gambe. Arrivo a Roma alle 10.15, scendo dal treno e inizio a camminare, ho 3 ore prima di dover essere in albergo e voglio vedere quanto più possibile. Al mio arrivo in hotel incontro i primi partecipanti, scambiamo due parole e subito mi sento immerso in quella particolare atmosfera che si crea in questi eventi a partecipazione volontaria il cui obiettivo è quello di mettere in contatto le persone. Sono quasi tutti in gruppi, io sono da solo, ma, chiedendo consigli su cosa andare a vedere quella sera, vengo subito accolto e “preso in custodia” da un gruppo di ragazzi abruzzesi che sono stati parecchie volte a Roma. Insieme ci dirigiamo verso le officine Farneto, dove si svolgeranno le attività: un bellissimo luogo immerso nella natura che cresce rigogliosa sopra il Foro Italico e lo stadio Olimpico. Il pomeriggio è dedicato alle esperienze di giovani che hanno avuto successo nel promuovere un progetto o un’idea attraverso la loro intraprendenza, portate come esempio da cui trarre ispirazione. Vengo ispirato il giusto, ma ne approfitto per capire chi ha idee simili alle mie, chi mi può aiutare a capire meglio una serie di cose che non possono essere spiegate a livello ufficiale e chi ha voglia di mettersi in gioco e aprirsi con gli altri. Questo processo viene avviato con un workshop sull’educazione non formale ma, a dirla tutta, è massimizzato dalla cena a buffet con vino e birra a disposizione. Parte un karaoke multiculturale, terroni e polentoni si mischiano in un’unica entità cantante, creando quel gioco di sguardi ed entusiasmi condivisi che ti aiutano a superare le barriere che ogni persona si costruisce per proteggersi. Il ritorno all’albergo è il momento più produttivo: i mezzi pubblici di Roma ci permettono di avere tutto il tempo necessario per approfondire argomenti d’interesse comune e presentare le rispettive realtà di provenienza, si crea così quella base di fiducia e quella voglia di stare insieme necessaria per avere la forza di farsi un giro nella Roma notturna: partiamo in 50 dalla hall dell’albergo alle 23. Alcuni sono partecipanti che dormono li, altri romani che si sentono in dovere di presentarci la loro città, a me in primis che sono l’unico neofita della città. Anche se tornati in albergo a notte fonda, il mattino successivo siamo tutti a colazione e nessuno arriva in ritardo alle attività. L’attività del mattino è un finto talk show per presentare il programma Erasmus e il conduttore è il grande Pierluigi Pardo. Per uno come me, che ha sempre strizzato l’occhio al giornalismo sportivo, criticandone tuttavia i limiti in Italia, è un incontro significativo: giornalista brillante e competente, si dimostra comunicatore di primo livello e riesce nel suo intento di valorizzare le storie inerenti a Erasmus, di cui è stato fruitore negli anni 90. Si arriva al pranzo e ai saluti, l’energia, altissima per 24 ore, inizia a scemare e ognuno di noi inizia a pensare al ritorno all’ordinario. Io raggiungo la stazione da solo, voglio assaporare gli ultimi momenti di questa esperienza e fermarmi a pensare a quanto la condivisione e l’uscita dai canonici canali di comunicazione e comportamento riescano a sopperire alla mancanza di sonno e a nutrire le persone con un’energia che è dentro ognuno di noi. L’ultimo pensiero prima di dormire per tutto il viaggio è a quel pomeriggio di metà Aprile, a quell’ora spesa dopo le 18 a scrivere controvoglia e insoddisfatto; il pensiero di rinunciare, di fronte all’ennesima difficoltà quotidiana, era balenato nella testa, ma, in fondo, le nostre parole d’ordine sono “non mollare mai” e “provare per credere”.. Beh, ho provato e ora ci credo! E voi?

Nicolò Mura,
jolly ufficiale di ASD L’Orma,
in questo caso in veste di ambasciatore nazionale.

Still alive at the deadline

still-alive

Il 26 Aprile è un giorno particolare per gli Italiani, un giorno fatto spesso di sbadigli che seguono necessariamente un weekend lungo, un giorno tutto sommato da affrontare con entusiasmo, dato che anticipa anche un altro weekend lungo. Se però il 1 Maggio è una ricorrenza comune per gran parte dei lavoratori in ogni angolo del globo (nasce negli USA di fine ‘800, per poi essere celebrata anche in Europa su pressione dei lavoratori), il 25 Aprile è una festività prettamente Italiana. Non avevo mai riflettuto a fondo su questo aspetto fino a quest’anno, quando l’UE ha deciso di porre come scadenza per la presentazione di progetti ad Erasmus+ proprio il 26 Aprile.

Il mio compito era scrivere uno di questi progetti, nella speranza che, con la sua approvazione, potesse risultare utile a far conoscere le metodologie di lavoro L’Orma anche in ambito europeo. Per far questo è stato necessario trovare delle associazioni che fungessero da partner provenienti da tutta Europa, con le ovvie difficoltà che questo ha comportato. La più evidente è stata che, con l’avvicinarsi della famosa deadline, ogni organizzazione si è dovuta concentrare a portare a termine i propri impegni, spesso dovendo necessariamente trascurare quelli assunti coi partner, rispondendo alle mail nei momenti liberi, rendendo così più complicata la comunicazione. I partner per il progetto da me presentato venivano da Bulgaria, Lituania, Estonia, Turchia, Spagna, Polonia e Romania, ma, alla scrivania di fronte, Daniele stava cercando di chiudere i suoi due progetti, attendendo risposte da Germania, Polonia, Ucraina, Turchia e Grecia. Le risposte sono ovviamente arrivate nel weekend precedente la deadline, lasciandoci il weekend stesso e il lunedì e martedì successivi per terminare il lavoro. Questo se abitassimo nei suddetti paesi.. Invece siamo in Italia, e, come se non bastasse, in quel weekend Daniele era impegnato nel pentathlon, mentre io avevo il mio consueto e totalizzante impegno calcistico e lavorativo domenicale. Lunedì 24 aprile e Martedì 25 Aprile si sono trasformate così in giornate da ricordare, con l’ufficio svuotato dalle vacanze italiane, ma riempito da me e Daniele, in rappresentanza dello spirito Europeo che contraddistingue un International ambassador e il suo collaboratore. Non entro nel dettaglio delle risate sconfortate, isteriche, nervose e di soddisfazione suscitate dal lento progredire del lavoro (in fin dei conti chiuso Lunedì, ma la cui revisione, con tutti gli imprevisti e inconvenienti del caso, ha portato via tutto il martedì), voglio solo ricordare lo spirito con cui ci siamo vicendevolmente supportati e abbiamo chiuso il nostro lavoro, consegnando tutti e 3 i progetti entro le 20.10 del 25 Aprile. La tensione accumulata in quei due giorni è equiparabile solo alla soddisfazione provata al momento della consegna, nella speranza che tra 3 mesi riceveremo un giudizio positivo sul nostro lavoro!

Nicolò Mura,
jolly ufficiale di ASD L’Orma.

CORSO DI FORMAZIONE ENACT – Ungheria – Aprile 2017

I giorni dal 6 al 13 Aprile, in cui ho partecipato al corso di formazione europeo ENACT, sono stati tra i più sorprendenti della mia vita.
Per la prima volta L’ORMA sfoggia, tra le file dei partecipanti, ben quattro elementi: Sara, Melania, Giulia e Daniele: il sottoscritto. Un team così numeroso ed energetico non lo avevo mai visto.
Il corso si rivela subito ben strutturato e, nel mio caso, un tuffo nell’ignoto per quanto riguarda la metodologia del teatro degli oppressi.
La sera del primo giorno, durante la sfilata di presentazione, in passerella facciamo subito capire di che pasta siamo fatti. Sara e Giulia si esibiscono in passi di danza esilaranti, Melania, trascinata da un pezzo di Michael Jackson, nel famigerato “moonwalk” ed io, memore del mio anno in un’isola sperduta del Pacifico, a petto nudo e gonnellino. Da lì ho capito che la mia reputazione poteva solo che migliorare.
I primi giorni trascorrono tra una miriade di giochi, attività conosciute e non che, a noi de L’ORMA, intrigano, affascinano e ispirano. Nonostante il mio inizio azzardato della sfilata, riesco a ricompormi e, nei momenti più intensi della settimana, quelli del teatro degli oppressi, do’ un sostanziale contributo offrendo due episodi della mia vita che sono stati poi scelti e rappresentati dal gruppo.
Durante le sere, per non smentirci troppo, noi del gruppo L’Orma eravamo soliti dar vita a balletti di gruppo, improvvisazioni di danza e battaglie a Dixit (un gioco in scatola che stimola l’immaginazione).
Devo ammettere che avere al fianco tre ballerine come Melania, Giulia e Sara, in veste di coreografa, e’ stata un’esperienza memorabile. L’energia contagiosa che veniva trasmessa a tutti, ci ha fatto danzare, divertire e trasportare mente e corpo a ritmo di musica: grazie!
Io, personalmente, a parte divertirmi e sfogarmi, ho avuto modo di osservare e carpire la punta dell’iceberg che costituisce il Teatro degli oppressi: uno strumento dal grande potenziale espressivo ma anche terapeutico. Da tale comprensione ne e’ risultata la consapevolezza di una sua potenziale integrazione nei corsi e progetti de L’ORMA.
Con la collaborazione di Sara, la nostra responsabile didattica, abbiamo subito delineato un potenziale corso sul teatro che prevede un modulo sulla comunicazione non verbale ed uno sulla espressività artistico motoria integrata al teatro degli oppressi.
Questa esperienza ha creato in me ancora più consapevolezza della forza del team de L’Orma e della validità del nostro metodo e approccio ed ha generato in me un maggiore senso di appartenenza e di coesione al gruppo.

TESTIMONIANZA GIULIA SPOSITO

Lo scorso Aprile, per una settimana, grazie ad una preziosa occasione datami dall’Orma, ho preso parte ad un singolare corso di formazione, ENACT (empowerment through nature, authentic communication and theatre), in Ungheria, più precisamente nella città di Gyòr, a qualche ora di bus dalla capitale Budapest.
Una settimana organizzata e finanziata dal progetto Erasmus plus (programma dell’Unione europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport), i cui contenuti si sono sviluppati principalmente su tre aree tematiche: COMUNICAZIONE, NATURA E TEATRO.
La formazione era rivolta a 23 giovani provenienti da svariati paesi europei con in comune l’appartenenza a gruppi di lavoro o volontariato che operano nel sociale e nell’ambito della sfera educativa/psicologica.
Questo è sicuramente uno dei primi aspetti fondamentali che ha caratterizzato e arricchito la settimana, sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista di affinità tra varie attitudini e professioni appartenenti allo stesso settore.
L’utilizzo della lingua inglese e lo scambio interculturale, il cibo, le lunghe chiacchierate su temi come la religione, la musica, la famiglia e il tempo libero, sono stati fondamentali per la costituzione di un valido gruppo di lavoro oltre che per un grande arricchimento personale.
Le attività che i nostri trainers ci proponevano quotidianamente comprendevano momenti di sperimentazione pratica e altri di riflessione e condivisione in gruppo, il tutto sempre equamente distribuito seguendo la tecnica dell’educazione non formale, ovvero tutto ciò che si può apprendere attraverso la sperimentazione attiva e la rielaborazione collettiva.
Abbiamo dedicato un’importante sessione alla COMUNICAZIONE, più precisamente su come questa possa diventare autentica e diretta senza passare attraverso condizionamenti interni e pre-giudizi nei confronti dell’interlocutore. Altrettanto tempo è stato dedicato alle attività all’aria aperta in totale contatto con la natura, il tutto reso ancora più speciale e intimo grazie alla location nella quale eravamo ospiti, fuori dal caos urbano e immersa nel verde, una vera e propria oasi di pace e tranquillità dove è stato possibile riconnettersi con la parte più intima di sé e potersi riscoprire ancora bambini, pronti ad esplorare e a sporcarsi mani e piedi nei colori della natura.
Ultima ma non meno importante sessione è stata quella dedicata al teatro, più precisamente al “TEATRO DEGLI OPPRESSI”, una pratica che propone di lavorare su situazioni reali emotivamente critiche e attraverso precise tecniche di teatro prova a ragionare su come affrontarle in positivo, verso una risoluzione.
L’aspetto che mi ha maggiormente colpito di quest’esperienza è stato ritrovare molto della metodologia Orma: dalle attività all’aria aperta a quelle legate al teatro, nelle quali far emergere la propria personalità, esattamente come succede ogni giorno nel nostro lavoro, a contatto con i ragazzi a scuola e nei camp.
FARE ESPERIENZA COL PROPRIO CORPO PRIMA ANCORA CHE IL CERVELLO CAPISCA QUELLO CHE STIAMO FACENDO, questo forse è l’aspetto più coerente con L’Orma e con la sua visione sul processo d’apprendimento.
Sono molti quindi gli insegnamenti e gli stimoli che mi sono portata a casa da questa indimenticabile settimana. Abbiamo già intenzione di sviluppare un nuovo progetto sul tema del teatro degli oppressi da proporre nelle scuole secondarie; aiutare i ragazzi, in un periodo così fragile ma esplosivo come l’adolescenza, ad affrontare in maniera “giocosa” e attiva temi molto profondi e utili per la loro crescita, vuol dire aggiungere del valore al lavoro che già facciamo tutti i giorni.
Spero che tanti altri giovani come me possano avere la curiosità ma ovviamente anche la possibilità di fare un’esperienza come questa e di portarsi a casa degli strumenti di vita preziosi e così poco scontati.
Infiniti grazie…….

TESTIMONIANZA MELANIA PALLINI

L’Orma lasciata in Ungheria
“Un mattino, mi trovai trasformata in un enorme insetto. Sdraiata sulla schiena dura come una corazza… davanti agli occhi mi si agitavano le gambe e le braccia nel disperato intento di ribaltarmi…”
Quello che qui sopra appare come l’incipit della Metamorfosi di Kafka, in realtà sono io nel giorno della partenza per Gyor, Ungheria. E’ stata una planata su del guano nel cortile interno del mio palazzo a stendermi al suolo e poi, i 18 kg di zaino sulle spalle a placcarmi a terra per qualche minuto, come uno scarafaggio in difficoltà.
Perchè Gyor?
Il motivo del viaggio era il corso di formazione ENACT (Empowerment through Nature, Authentic Communication and Theatre), promosso da ErasmusPlus, programma dell’Unione Europea per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo Sport.
Mi si è aperta la possibilità di parteciparvi, sotto indicazione de L’Orma e non ho saputo rifiutare l’offerta.
Il corso era rivolto a educatori, insegnanti e operatori nel settore giovanile, con l’obbiettivo di sviluppare competenze mirate a fornire gli strumenti necessari ai giovani, per affrontare la vita, il lavoro e la società in cui si trovano.
Andiamo nello specifico…
_ La natura è stato il primo quadro esplorato e che ha lasciato l’impronta più marcata nella mia esperienza. (…l’aneddoto iniziale parla chiaro!)
Sono state proposte attività individuali e di collaborazione, caratterizzate da una forte interazione con la natura che ci circondava e finalizzate all’empowerment dei giovani (termine che racchiude una serie di sensazioni utili all’interazione col mondo esterno: avere fiducia in sé stessi, essere motivati, forti, capaci…).
_Nel secondo capitolo del corso sono state esplorate tecniche di comunicazione utili per instaurare un dialogo costruttivo e una comunicazione autentica con i giovani nell’ambito del loro percorso di apprendimento.
_L’ultimo step introduceva il ‘Teatro degli Oppressi’, un metodo teatrale che si muove ai confini tra teatro, educazione, terapia, intervento sociale e politico. La tecnica si serve del teatro come strumento per affrontare situazioni di oppressione quotidiane con l’intento di scovare e fornire soluzioni per risolverle, impattando di conseguenza anche nel contesto reale.
Come anticipato sopra, il rapporto con la natura mi ha arricchito notevolmente.
Ha dato modo di interfacciarmi con un’infinità di stimoli e possibilità che l’ambiente ha da offrire a livello esperienziale, fisico e anche creativo. Ciò ha inevitabilmente esumato delle mie abilità e dei limiti, dando un apporto considerevole alla mia consapevolezza.

Il lavoro che conduco come OrmaCoach all’interno delle scuole offre la possibilità non solo di introdurre l’elemento artistico/teatrale in un contesto didattico, ma si propone soprattutto come metodo formativo.
Una delle affinità che ho trovato nel “training ungherese” con il ‘metodo Orma’ riguarda proprio l’educazione non formale, ovvero fare dell’esperienza una fonte di apprendimento.
L’interazione con la natura è stata nel mio caso emblematica in questo senso. Ha messo in luce l’importanza e gli effetti che produce la relazione tra la persona e il contesto in cui vive.
Siamo in un habitat che genera continui stimoli per coltivare la propria creatività e che sprona a sviluppare uno spirito di intraprendenza e indipendenza, aspetti fondamentali per il processo di crescita dell’individuo.
Sarà questo, uno degli elementi che integrerò nella mia vita personale e in ambito lavorativo, incentivando i giovani a fare esperienza della natura.
Ringrazio chi ha resistito fino alla fine dell’articolo, ringrazio L’Orma che crede e investe nelle mie capacita e ringrazio Giulia, Daniele e Sara: le tre persone meravigliose che hanno condiviso con me questa situazione, rendendola straordinaria.
Ringrazio anche il piccione, fonte d’ispirazione importante per la stesura dell’inizio di questo articolo.

5AB Vighignolo – Coach Martina – La Fabbrica di Cioccolato

Passerini – Coach Elisa – Teatro Pavoni